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Resoconto convegno "Agrumicoltura di domani" In evidenza

CORIGLIANO CALABRO (10 giugno) Si è svolto con grande e attenta partecipazione di pubblico nella cittadina calabra il convegno dal titolo “Evoluzione e prospettive dell'agrumicoltura di domani” promosso dalla L.A.ME.T.A. – Libera Associazione Mediterranea Tecnici in Agricoltura con il patrocinio degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali delle province di Cosenza, Matera e Taranto, nonché dal Comune ospitante e dalla Camera di Commercio I.A.A. della provincia di Cosenza.


Il convegno, aperto dal Dott. Agronomo Francesco Perri, socio L.A.ME.T.A., è iniziato con l'intervento dei patrocinanti. In particolare i rappresentanti degli Ordini professionali, per la prima volta riuniti su una tematica comune ed accumutati dall'identica appartenenza territoriale dell'arco jonico e dalla stessa vocazione agrumicola hanno rappresentato le esigenze di un cambiamento che vede coinvolti i tecnici, le imprese produttrici per andare incontro alle sfide di un mercato sempre più competitivo.
Il presidente della L.A.ME.T.A., Dott. Dino Marchitelli ha ribadito la caratteristica rappresentata dal sistema delle tre regioni dell'arco jonico, dove occorre non più pensare ad un mercato prettamente locale, ma occorre necessariamente organizzarsi per una produzione che riguardi i mercati globali.
Il rappresentante della Camera di Commercio ha ribadito il sostegno e l'interesse dell'ente camerale nell'agrumicoltura, viste anche le iniziative intraprese dal sistema camerale verso le produzioni di qualità.
Il rappresentante dell'Autorità di gestione PSR della Calabria ha comunicato il recente avvenuto deposito a Bruxelles del nuovo PSR.
Successivamente il Dott. Agr. Francesco Perri ha relazionato sullo stato attuale e possibilità di miglioramento per un'agrumicoltura di qualità. In sintesi, il Dott. Perri ha esordito illustrando la situazione dell'agrumicoltura nazionale e regionale in termini di superfici coltivate e produzioni, per terminare con la conclamata necessità di fare rete di imprese, di utilizzare portainnesti resistenti alla tristezza, e di utilizzare le varietà Spinoso e Caffin.
Sono state individuate selezioni più precoci e più tardive della specie capostipite che è il clementine comune. Ciò ha permesso di triplicare l'epoca di produzione e quindi di disponibilità di prodotto: si è passati dai circa 45 giorni a ben quasi 5 mesi (da ottobre a febbraio). Un aspetto fondamentale è inoltre la vocazione del territorio, cioè individuare gli areali che meglio esaltano le peculiarità delle diverse varietà. Perri ha poi fatto un excursus sulle arance, focalizzandosi in particolare sul gruppo delle Navel, arance a basso contenuto di acidità, e su quelle pigmentate. "Anche in questo caso, la ricerca produce novità. Man mano che si diffondono nuove varietà di agrumi, uno dei principali compiti è quello di individuare le migliori combinazioni con i portinnesti".

La ricerca ha ottenuto anche interessanti ibridi triploidi, incroci tra il Clementine e il Tarocco, facilmente sbucciabili (easy peeler), completamente senza semi (apireni), con caratteristiche gustative molto particolari. Alcuni di questi sono anche pigmentati. "Uno in particolare, il Mandared, che matura nel periodo di febbraio, presenta polpa pigmentata".L'esperto ha infine presentato due nuove varietà. Si tratta di: una mutazione spontanea di Clementine Spinoso molto promettente che matura in ottobre; una mutazione spontanea di Clementine Comune, individuata con la sigla SZ, che matura in gennaio.
Il prof. Santi Longo, dell'università degli Studi Catania ha tenuto una dotta relazione sulle problematiche e prospettive del controllo eco compatibile dei fitofagi degli agrumi, esigenza questa fondamentale per gli sbocchi sui mercati anglosassoni.
Successivamente, il Dott. Marco Eleuteri, direttore commerciale dell'A.O.P. Armonia ha relazionato sui limiti attuali e prospettive future delle clementine italiane e mercati internazionali. Dopo aver descritto le dimensioni dell'agrumicoltura nazionale e quanta di questa parte interessa la clementine con il suo periodo di produzione, ha illustrato le strategie di marketing della sua A.O.P. e l'attenzione data al packaging in termini di comunicazione del nome del prodotto riportato sulla confezione, nella scelta dei colori della stessa e di una innovativa pezzatura di 1,5 kg di prodotto confezionato.
Circa le varietà da utilizzare, il Dott. Eleuteri ha ribadito l'importanza che le stesse devono avere una nostra identità e di valorizzare le nostre cultivar come il comune.
Successivamente è intervenuto il direttore generale della Bollo International Fruit, il Sig. Josè Vercher che ha relazionato sul presente e futuro dell'agrumicoltura in Spagna. Il Sig. Vercher ha presentato la sua struttura, che è la quinta realtà cooperativistica iberica, nonché le strategie di mercato adottate, tra cui la costituzione di un club. L'azienda, titolare di brevetti varietali, utilizza molto 5 varietà precoci, di cui alcune introdotte in Italia e degli sforzi che fa l'azienda per controllare che non possano essere lesi i diritti depositati con il brevetto varietale.
Successivamente si è tenuto un dibattito dove è emerso da parte del pubblico la necessità di ottenere nuove varietà da impiegare.
Quindi, l'occasione è stata propizia per far prendere coscienza alla platea di tecnici ed imprenditori della necessità, sempre più impellente che occorre fare sistema ed essere performanti sia in termini varietali che di produzioni per vincere le sfide di un mercato globale e non più rivolto alle sole realtà locali.
L'associazione L.A.ME.T.A. ringrazia Biolchim e DowAgro Science senza il cui contributo non sarebbe stato possibile aver realizzato l'iniziativa e quanti, avendone compreso l'importanza, hanno contribuito fattivamente alla realizzazione del convegno.

 

Ultima modifica ilLunedì, 12 Ottobre 2015 14:49
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