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Il modo “nuovo” di pensare e di fare agricoltura in Europa: analisi della DIRETTIVA 2009/128/CE “Uso sostenibile dei pesticidi”

 

“Attraverso la cura e l'amore verso la terra, che solo l'uomo è in grado di dare, può sorgere un nuovo modello agricolo sostenibile ed innovativo”. (Wendell Berry, agricoltore, poeta e filosofo del Kentucky - USA).
Citazione, questa del filosofo contadino del Kentucky, che racchiude a pieno il senso della Direttiva 2009/128/CE “Uso sostenibile dei pesticidi”. 

La Direttiva 128/2009/CE


La Direttiva 2009/128/CE, probabilmente cambierà il modo di “fare” Agricoltura in Europa nei prossimi anni. In un momento congiunturale sfavorevole come quello che sta vivendo oggi il settore primario e con l’incertezza verso un futuro che prevede profondi e forse non indolori mutamenti in termini economico–politici (vedi futura PAC 2014-2020), è necessario fare un po’ di chiarezza al fine di consentire sia agli agricoltori che a tutti gli altri stakeholders di non farsi cogliere impreparati e disorientati dinanzi a tante novità che potrebbero anche offrire, se colte, interessanti opportunità di sviluppo per il rilancio della competitività del settore agricolo.
L’agricoltura dell’UE, secondo quanto affermato dalla “Strategia Europa 2020”, unicamente attraverso una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva potrà tornare ad essere competitiva. Soltanto le aziende che riusciranno ad incrementare in maniera sostenibile la loro produttività, producendo di più ed inquinando di meno, attraverso una gestione responsabile delle attività agricole ed un uso sostenibile dei fitofarmaci, nel rispetto delle norme dettate dalla normativa in oggetto, saranno in grado di competere nel complesso mercato globale.
La Direttiva 2009/128/CE, (Sustainable Use Directive = Sud), che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi e si applica a quel gruppo di pesticidi definiti "Prodotti Fitosanitari", ai sensi del Reg. (CE) 1107/2009, prevede, innanzitutto, l'obbligo della predisposizione e della conseguente trasmissione, da parte degli Stati membri, alla Ue e agli altri Stati membri, dei PAN (Piani d'Azione Nazionali), entro il 26 novembre 2012. Gli Stati Membri sono tenuti ad indicare nei Piani nazionali le modalità di attuazione delle diverse misure della Direttiva. In primo luogo, devono essere disciplinati i processi formativi per gli addetti ai lavori (utilizzatori professionali, distributori e consulenti). Inoltre, devono essere precisate le prescrizioni per la vendita dei prodotti fitosanitari, gli elementi per i processi di informazione e sensibilizzazione, le regole per l'ispezione delle attrezzature in uso, quelle per l'irrorazione aerea. Infine, i Piani devono prevedere: le disposizioni in materia d'informazione, le misure specifiche per la tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua non potabile, le misure per la riduzione dell'uso dei prodotti fitosanitari o dei rischi in aree specifiche, i provvedimenti per la manipolazione e lo stoccaggio dei prodotti fitosanitari, il trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze, la promozione della difesa integrata e la messa a punto di indicatori di rischio. Tra le principali novità sicuramente di rilevante importanza è la regolamentazione degli aspetti legati all'utilizzo dei prodotti fitosanitari unitamente all'approccio orientato alla sostenibilità, che viene conferito all'uso dei prodotti fitosanitari. Oltre a questo, ci sono diversi altri aspetti innovativi. Per esempio, nel dettato normativo viene trattata per la prima volta, pur essendo già da tempo operante sul territorio, la figura del consulente: in particolare, si stabilisce che ne devono essere sanciti il ruolo e l'adeguatezza del livello delle conoscenze, che, nel nostro Paese, si tradurrà con ogni probabilità nella necessità che il consulente sia dotato di un adeguato titolo di studio, quanto al livello ed ai contenuti. Altra novità riguarda i distributori, per i quali è al pari previsto il possesso di un adeguato titolo di studio. Ma la novità che più di tutte sta animando il dibattito è l'obbligo che tutti gli utilizzatori professionali di pesticidi attuino i principi generali della difesa integrata entro il 1° gennaio 2014.
La Direttiva diventerà successivamente parte della cosiddetta condizionalità ambientale, secondo quanto contenuto nella proposta di Regolamento orizzontale "entro 12 mesi a decorrere dalla data in cui l'ultimo Stato membro notifichi l'attuazione della direttiva alla Commissione, compresi gli obblighi relativi alla difesa integrata." Infine, l'attuazione della Direttiva sarà completata dalla fissazione di una norma nazionale di recepimento, sotto forma di Decreto Legislativo, che è in avanzato stato di elaborazione.
Per comprendere meglio la sua applicabilità e coglierne le opportunità, si analizzano in dettaglio le principali azioni previste dalla presente normativa quadro ed i tempi di applicazione nei diversi Stati Membri:

  •     PAN (Piani d’azione nazionali);
  •     Formazione e Addestramento per l’uso sostenibile dei pesticidi;
  •     Prescrizioni per la vendita dei pesticidi;
  •     Attrezzature e modalità per l’applicazione dei pesticidi;
  •     Misure specifiche per la tutela dell’ambiente acquatico;
  •     Riduzione dell’uso dei pesticidi o dei rischi in aree specifiche;
  •     Manipolazione e stoccaggio dei pesticidi;
  •     Difesa integrata;
  •     Indicatori di rischio.


Contenuti della Direttiva 128/2009/CE



I PAN (Piani d’azione nazionali)


I Piani d’azione nazionali sono adottati dagli Stati Membri per definire i propri obiettivi quantitativi, gli obiettivi, le misure e i tempi per la riduzione dei rischi e degli impatti dell’utilizzo dei pesticidi sulla salute umana e sull’ambiente e per incoraggiare lo sviluppo e l’introduzione della difesa integrata e di approcci o tecniche alternative al fine di ridurre la dipendenza dall’utilizzo di pesticidi. Tali obiettivi potranno riguardare differenti settori di interesse, tra cui, la tutela ambientale, i residui, la protezione dei lavoratori, l’uso di tecniche specifiche. I PAN conterranno prescrizioni circa le modalità e i tempi per predisporre le attività di formazione, di adeguamento delle attrezzature, dell’implementazione del metodo di produzione integrata (IPM), oltre che una serie di indicatori, i quali, armonizzati a livello comunitario, risulteranno strumenti utili a quantificare i progressi realizzati per la riduzione dei rischi e degli impatti negativi derivanti dall’uso dei pesticidi alla salute umana e all’ambiente.
Gli Stati Membri trasmetteranno alla Commissione Europea e agli altri Stati Membri i rispettivi Piani d’Azione Nazionali entro il 26 Novembre 2012.


Formazione e Addestramento per l’uso sostenibile dei pesticidi


Tematica fondamentale affrontata nella Direttiva 128 è certamente quella legata alla formazione, a vari livelli, per l’uso sostenibile dei fitofarmaci.
Gli Stati Membri si impegnano affinché tutti gli utilizzatori professionali, i distributori e i consulenti abbiano accesso ad una formazione adeguata tramite organi designati dalle autorità competenti. Tale formazione comprende sia la formazione di base che quella di aggiornamento, per acquisire e aggiornare le conoscenze. La formazione è finalizzata a garantire che tali utilizzatori acquisiscano conoscenze sufficienti nelle materie di seguito elencate, tenendo conto dei loro diversi ruoli e responsabilità. Le materie oggetto della formazione sono:

•    Legislazione relativa ai pesticidi e al loro uso.
•    Esistenza e rischi associati ai prodotti fitosanitari illegali (cotraffatti) e i metodi per identificare tali prodotti.
•    Pericoli e rischi associati ai pesticidi nonché modalità di identificazione e controllo degli stessi, in particolare:
-    rischi per le persone (operatori, residenti e persone presenti nell’area, persone che entrano nell’area trattata e persone che manipolano o ingeriscono gli elementi trattati) e modalità con cui i fattori quali il fumo acuiscono tali rischi;
-    sintomi di avvelenamento da pesticidi e interventi di primo soccorso;
-    rischi per le piante non bersaglio, gli insetti benefici, la flora e la fauna selvatiche, la biodiversità e l’ambiente in generale.
•    Nozioni sulle strategie e le tecniche di difesa integrata, sulle strategie e tecniche di produzione integrata, sui principi dell’agricoltura biologica e sui metodi di contenimento biologico delle specie nocive; informazioni sui principi generali e sugli orientamenti specifici per coltura e per settore ai fini della difesa integrata.
•    Introduzione alla valutazione comparativa a livello di utilizzatori per aiutare gli utilizzatori professionali a sceglierte nel modo più appropriato i pesticidi con i minori effetti sulla salute umana, sugli organismi non bersaglio e sull’ambiente tra tutti i prodotti autorizzati per un determinato impiego, in una situazione determinata.
•    Misure per ridurre al minimo i rischi per le persone, gli organismi non bersaglio e l’ambiente: pratiche operative sicure per lo stoccaggio, la manipolazione e la miscela di pesticidi nonché per lo smaltimento degli imballaggi vuoti, di altro materiale contaminato e dei pesticidi in eccesso (comprese le miscele contenute nei serbatoi), in forma sia concentrata che diliuita; raccomandazioni per il controllo dell’esposizione dell’operatore (dispositivi di protezione individuale).
•    Approcci basati sul rischio che tengano conto delle variabili locali relative all’estrazione dell’acqua quali il clima, il tipo di suolo e di coltivazioni e i declivi.
•    Procedure di preparazione delle attrezzature per l’applicazione di pesticidi prima delle operazioni, ad esempio la taratura, e per un funzionamento che comporti il minimo rischio per l’utilizzatore, le altre persone, le specie animali e vegetali non bersaglio, la biodiversità e l’ambiente, comprese le risorse idriche.
•    Impiego e manutenzione delle attrezzature per l’applicazione di pesticidi e tecnche specifiche di irrorazione 8ad esempio irrorazione a basso volume e ugelli a bassa deriva) e oltre alle finalità del controllo tecnico delle irroratrici in uso e alle modalità per migliorare la qualità dell’irrorazione. I rischi specifici associati all’uso di attrezzature portatili per l’applicazione o gli irroratori a spalla nonché le relative misure per la gestione del rischio.
•    Interventi di emergenza per tutelare la salute umana e l’ambiente comprese le risorse idriche in caso di fuoriuscite e contaminazione accidentali e di eventi meteorologici estremi che comportano rischi di infiltrazione dei pesticidi.
•    Cura speciale per le aree protette (dir. 2000/60/CE).
•    Strutture di monitoraggio sanitario e accesso ai relativi servizi per segnalare casi di incidente o sospetti incidenti.
•    Conservazione su registri delle informazioni su ogni utilizzo dei pesticidi conformemente alla legislazione pertinente.


E’ fissata entro il 14 dicembre 2013 la data in cui gli Stati Membri debbono istituire sistemi di certificazione della formazione e designare le autorità competenti responsabili della relativa attuazione. I certificati attestano, come minimo, una conoscenza sufficiente delle materie sopra elencate, acquisita dagli utilizzatori professionali, dai distributori e dai consulenti tramite la partecipazione a corsi di formazione o con altri mezzi. I sistemi di certificazione comprendono i requisiti e le procedure per rilasciare, rinnovare e revocare i certificati. La finalità della formazione è quella di rendere pienamente consapevoli i vari soggetti circa i rischi potenziali per la salute umana e l’ambiente e le misure più appropriate da mettere in atto per ridurre al minimo tali rischi.



Prescrizioni per la vendita dei pesticidi


Gli Stati Membri provvedono affinchè i distributori abbiano alle loro dipendenze personale sufficiente in possesso del certificato rilasciato dall’ente di formazione. Il personale dovrà essere disponibile nel momento della vendita per fornire informazioni adeguate ai clienti sull’uso dei pesticidi e le istruzioni in materia di rischi e sicurezza per la salute umana e per l’ambiente. Potranno eseere esentati dalla formazione i microdistributori che vendano esclusivamente prodotti per uso non professionale non classificati come tossici, molto tossici, cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione (in accordo alla norma 1999/45/CE), debbono altresì fornire informazioni generali sui rischi per la salute umana e l’ambiente connessi all’uso dei pesticidi, in particolare sui pericoli, l’esposizione, le condizioni per uno stoccaggio, una manipolazione e un’applicazione corretti e lo smaltimento sicuro conformemente alla normativa comunitaria in materia di rifiuti. Gli Stati Membri possono chiedere ai produttori di pesticidi di fornire tali informazioni. La vendita di pesticidi anche via internet, è dunque un elemento importante nella catena di distribuzione ed è il momento in cui occorerebbe fornire agli utilizzatori finali, in particolare a quelli professionali, consulenza specifica riguardo alle istruzioni in matera di sicurezza per la salute umana e l’ambiente. Per gli utilizzatori non professionali, che in genere non dispongono di uguale livello di formazione, occorerebbe formulare raccomandazioni, in particolare riguardo alla manipolazione e allo stoccaggio sicuri dei pesticidi così come allo smaltimento dell’imballaggio. Queste prescrizioni dovranno essere istituite entro il 14 dicembre 2015.


Attrezzature e modalità per l’applicazione dei pesticidi

E’ opportuno, al fine di minimizzare l’impatto negativo dei pesticidi sulla salute umana e sull’ambiente dovuto all’impiego di attrezzature per l’applicazione degli stessi, istituire sistemi che consentano l’ispezione tecnica periodica delle attrezzature già in uso. L’irrorazione aerea dei pesticidi dovrebbe essere generalmente vietata in quanto può avere notevoli ripercussioni negative sulla salute umana e sull’ambiente, in particolare per la dispersione del prodotto. Gli Stati Membri assicurano che le attrezzature per le applicazioni dei pesticidi impiegate per uso professionale siano sottoposte ad ispezioni periodiche. L’intervallo tra le ispezioni non supera cinque anni fino al 2020 e non supera tre anni successivamente.
Le attrezzature dovranno essere state ispezionate almeno una volta entro il 14 dicembre 2016, e potranno essere impiegate per uso professionale soltanto quelle che risulteranno idonee. Le attrezzature nuove sono ispezionate almeno una volta entro 5 anni dall’acquisto.
 Gli Stati Membri potranno inoltre, applicare scadenze di ispezione ad attrezzature per l’applicazione di pesticidi non impiegate per l’irrorazione, alle attrezzature portatili per l’applicazione o agli irroratori a spalla e a ulteriori attrezzature per l’applicazione di pesticidi rappresentanti una gamma di utilizzo molto limitato. Non sono mai considerate di utilizzo molto limitato, le attrezzature montate su aereomobili, gli irroratori a barra di dimensione superiore a 3m, compresi gli irroratori a barra montati su attrezzature per la semina. Gli utilizzatori professionali effettuano tarature e controlli tecnici periodici delle attrezzature per l’applicazione di pesticidi conformemente alla formazione adeguata ricevuta. Gli Stati Membri designao gli organismi responsabili del’attuazione dei sistemi d’ispezione e ne informano la Commissione. L’ispezione delle attrezzature per l’applicazione di pesticidi riguarda tutti gli aspetti importanti per ottenere un elevato livello di sicurezza e di tutela della salute e dell’ambiente. Dovrebbe essere assicurata la totale efficacia dell’operazione di applicazione mediante un adeguato funzionamento dei dispositivi e delle funzionalità delle attrezzature. Le attrezzature per l’applicazione dei pesticidi devono funzionare in modo affidabile ed essere correttamente impiegate ai fini previsti assicurando che i pesticidi possano essere accuratamente dosati e distribuiti. Lo stato delle attrezzature dovrebbe essere tale da consentire di procedere al riempimento e allo svuotamento in modo sicuro, agevole e completo e di evitare perdite di pesticidi. Le attrezzature devono altresì consentire una facile e completa pulizia. Devono inoltre garantire operazioni sicure ed essere controllate e arrestate immediatamente dal sedile dell’operatore. Ove necessario, le regolazioni devono essere semplici, accurate e riproducibili.

 Occorre dedicare particolare attenzione ai vari elementi che compongono la struttura delle attrezzature irroratrici di pesticidi, in particolare:

•    alla corretta funzionalità pompa per garantire un’erogazione stabile ed affidabile del prodotto, senza presentare perdite;
•    al corretto funzionamento dei dispositivi di agitazione della miscela;
•    all’adeguata taratura di tutti i dispositivi di misura, accensione e spegnimento e di regolazione della pressione e/o della portata. Durante l’applicazione devono poter essere agevolmente controllati la pressione e il funzionamento dei dispositivi di regolazione della pressione. Questi ultimi dispositivi devono mantenere una pressione di esercizio a un numero di giri costante della pompa per garantire un volume di erogazione stabile;
•    gli elementi di trasmissione, di filtraggio e la barra irrorante devono essere in buono stato e funzionare correttamente;
•    gli ugelli devono funzionare correttamenteper controllare la gocciolatura al termine dell’irrorazione. Per garantire un’erogazione omogenea, la portata di ogni singolo ugello non deve differire significativamente dai dati indicati dal fabbricante;
•    il sistema di distribuzione di ventilazione della miscela da irrorare devono garantire una dispersione uniforme del prodotto.


Misure specifiche per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua non potabile

Gli Stati Membri assicurano che siano adottate misure appropriate per tutelare l’ambiente acquatico e le fonti di approvvigionamento di acqua potabile dall’impatto dei pesticidi. E’ pertanto necessario prestare particolare attenzione per evitare l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, ricorrendo a misure di mitigazione che riducano al minimo i rischi di inquinamento, ad esempio creando delle fasce di rispetto o aree di salvaguardia oppure piantando siepi lungo i corsi d’acqua superficiali per ridurre l’esposizione dei corpi idrici alla dispersione dei prodotti irrorati, al drenaggio e al dilavamento.


Riduzione dell’uso dei pesticidi o dei rischi in aree specifiche

Gli Stati Membri, tenuto conto dei necessari requisiti di igiene e incolumità pubblica, della biodiversità o dei risultati delle pertinenti analisi del rischio, assicurano che l’uso di pesticidi sia ridotto al minimo o vietato in specifiche aree. Sono adottate adeguate misure di gestione del rischio e vengono presi in considerazione, in primo luogo, l’uso dei prodotti fitosanitari a basso rischio, nonché misure di controllo biologico. Tali aree molto sensibili, sono i siti appartenenti alla Rete Natura 2000, oppure i parchi e i giardini pubblici, i terreni sportivi e le aree ricreative, i cortili delle scuole e i parchi gioco per bambini, nonché in prossimità di strutture sanitarie, i rischi derivanti dall’esposizione ai pesticidi sono elevati, dunque il loro utilizzo andrebbe vietato o ridotto al minimo.


Manipolazione e stoccaggio dei pesticidi

Gli Stati Membri adottano i provvedimenti necessari per assicurare che le operazioni di stoccaggio, manipolazione, diluizione e miscela di pesticidi prima dell’applicazione, la manipolazione degli imballaggi e dei resti dei pesticidi, lo smaltimento dopo l’applicazione delle miscele rimanenti nei serbatoi, la pulizia dopo l’applicazione delle attrezzature impiegate, il recupero o smaltimento delle rimanenze dei pesticidi e dei relativi imballaggi conformemente alla normativa comunitaria in materia di rifiuti, eseguite da utliizzatori professionali e, ove applicabile, da distributori, non rappresentino un pericolo per la salute delle persone o per l’ambiente. Dovranno essere predisposte le aree destinate allo stoccaggio dei pesticidi per uso professionale in modo da evitare fuoriuscite pericolose. Le misure dovrebbero rivolgersi anche agli utilizzatori non professionali, visto che è molto probabile che questo gruppo di soggetti manipoli le sostanze in maniera inadeguata non disponendo di conoscenze sufficienti.


 Difesa integrata

Insieme alla formazione e agli indicatori, di cui tratteremo di seguito, certamente la tematica relativa alla Difesa Integrata delle colture, o Integrated Pest Management (IPM), è uno degli argomenti più importanti e sentiti a livello comunitario della corposa direttiva 128. L’IPM rappresenta il sistema di protezione delle colture che meglio soddisfa i requisiti della sviluppo sostenibile e dell'agricoltura sostenibile. L’implementazione della difesa integrata è un’operazione complessa che coinvolge a livello culturale e operativo tutti gli attori della filiera. Da questo ben si comprende lo sforzo che stanno facendo gli Stati Membri per garantirne l’applicabilità nell’intero territorio europeo, adottando tutte le necessarie ed appropriate misure per incentivare una difesa fitosanitaria a basso apporto di pesticidi, privilegiando, ogni qual volta possibile i metodi non chimici, questo affinchè gli utilizzatori professionali di pesticidi adottino le pratiche o i prodotti che presentano il minor rischio per la salute umana e l’ambiente. La difesa fitosanitaria a basso apporto di pesticidi include sia la difesa integrata che l’agricoltura biologica a norma del Reg. (CE) n. 834/2007, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli. Gli Stati Membri definiscono o favoriscono lo stabilirsi delle condizioni necessarie per l’attuazione della difesa integrata. In particolare, provvedono affinchè gli utilizzatori professionali dispongano di informazioni e di strumenti per il monitoraggio delle specie nocive, nonché di servizi di consulenza sulla difesa integrata. Se entro il 30 giugno 2013 gli Stati Membri devono riferire alla Commissione in merito all’esistenza delle condizioni necessarie di attuazione della difesa integrata, il termine ultimo affinchè gli stessi Stati Membri descrivano nei propri Piani d’Azione Nazionali il modo con cui assicurano che tutti gli utilizzatori professionali di pesticidi attuino i principi generali della difesa integrata, è fissato entro il 1° gennaio 2014. Gli Stati Membri istituiscono degli incentivi appropriati per incoraggiare gli utilizzatori professionali ad applicare su base volontaria gli orientamenti specifici per coltura o settore ai fini della difesa integrata. Le autorità pubbliche e/o le organizzazioni che rappresentano particolari utilizzatori professionali possono elaborare tali orientamenti. Gli Stati Membri fanno riferimento agli orientamenti che ritengono pertinenti e appropriati nei rispettivi Piani d’Azione Nazionali. In particolare la produzione integrata prevede che:

- La prevenzione e/o la soppressione di organismi nocivi dovrebbero essere perseguite o favorite in particolare da:
•    Rotazione colturale;
•    Utilizzo di tecniche colturali adeguate (potatura, semina diretta, lavorazione conservativa, ecc..);
•    Utilizzo, ove appropriato, di cultivar resistenti o quantomento tolleranti e di sementi e materiale di moltiplicazione certificati;
•    Utilizzo di pratiche equilibrate di fertilizzazione, calcitazione e di irrigazione e drenaggio;
•    Prevenzione della diffusione di organismi nocivi mediante misure igieniche (pulitura regolare di macchine e attrezzature);
- Gli organismi nocivi devono essere monitorati con metodi e strumenti adeguati, ove disponibili. Tali strumenti dovrebbero includere, ove possibile, osservazioni sul campo nonché sistemi di allerta, previsione e diagnosi precoce scientificamente validi, così come l’utilizzo di pareri di consulenti qualificati professionalmente.
- In base ai dati del monitoraggio, l’utilizzatore professionale deve decidere se e quando applicare misure fitosanitarie. Valori soglia scientificamente attendibili e validi costituiscono elementi essenziali ai fini delle decisioni da prendere.
- Ai metodi chimici vanno preferiti i metodi biologici sostenibili, mezzi fisici e altri metodi non chimici se consentono un adeguato controllo dagli organismi nocivi.
- I pesticidi sono quanto più possibile selettivi rispetto agli organismi da combattere e hanno effetti minimi sulla salute umana, gli organismi non bersaglio e l’ambiente.
- L’utilizzatore professionale dovrebbe mantenere l’utilizzo di pesticidi e di altre forme d’intervento ai livelli necessari, per esempio utilizzando dosi ridotte, riducendo la frequenza dei trattamenti o ricorrendo a trattamenti parziali, avendo cura che il livello di rischio per la vegetazione sia accettabile e che non aumenti il rischio di sviluppo di meccanismi di resistenza in popolazioni di organismi nocivi.
- Sulla base dei dati relativi all’utilizzo dei pesticidi e del monitoraggio di organismi nocivi, l’utilizzatore professionale dovrebbe verificare il grado di successo delle misure fitosantarie applicate.


Indicatori di rischio

E’ necessario quantificare i progressi realizzati per la riduzione dei rischi e degli impatti negativi derivanti dall’uso dei pesticidi alla salute umana e all’ambiente. Strumenti adeguati a tal fine sono gli indicatori di rischio armonizzati, che saranno definiti a livello comunitario.
E’ importante dunque definire chiaramente nel Piano d’Azione Nazionale (PAN) gli obiettivi ed avviare misure per raggiungere tali obiettivi. Il successo delle misure adottate o identificate per raggiungere gli obiettivi della direttiva e il loro impatto diretto sulla riduzione dei rischi per l’ambiente e la salute umana, connesso all’uso degli agrofarmaci, deve essere valutato attraverso la selezione di indicatori che risultino appropriati. Per la loro idonea individuazione bisogna tener conto inoltre di informazioni e tendenze che non necessariamente sono connesse alla quantità di agrofarmaci impiegati, ma che sono comunque correlate all’uso e la cui valutazione può  avere un impatto significativo nell’individuare strategie per ridurre i rischi connessi all'uso dei pesticidi. Oltre agli aspetti più propriamente tecnici vanno considerati dunque anche aspetti sociali e culturali nonché economici.
In attesa di indicazioni per gli indicatori armonizzati, ogni Stato Membro può continuare a comunicare le informazioni in base ai loro indicatori di rischio esistenti o creare nuovi indicatori. A tal proposito si sta muovendo la ricerca scientifica, che, con un progetto europeo, denominato “BROWSE” (Bystanders, Residents, Operators and WorkerS Exposure models for plant protection products), finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del 7th Framework Programme e che vede coinvolti 8 differenti partner di vari paesi, si prefigge di raggiungere l’obiettivo generale di sviluppare e migliorare modelli previsionali di rischio per tutti i soggetti esposti in maniera professionale e non, in modo da formare delle basi scientifiche su cui formulare opportune politiche e misure di prevenzione per la riduzione del rischio. Attraverso tale progetto, la Commissione Europea intende armonizzare una serie di indicatori, elaborati dai partner delle varie nazioni, che saranno poi in grado di:
   
•    caratterizzare in modo reale il rischio per gli operatori, lavoratori, residenti e astanti dei prodotti fitosanitari permettendo in modo trasparente e tracciabile la scelta dei delle miscele a minore rischio;
•    definire le migliori strategie per la mitigazione del rischio;
•    definire priorità nella comunicazione del rischio e nelle strategie di formazione/educazione.


Sanzioni ed Attuazione della Direttiva 128/2009/CE

Gli Stati Membri stabiliscono le sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate a norma della presente direttiva, esse dovranno essere efficaci, proporzionali e dissuasive. Gli stessi Stati Membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 14 dicembre 2011.


Conclusioni

La Direttiva 128/2009/CE sull’uso sostenibile dei pesticidi, presenta una serie di novità che sicuramente segneranno il futuro dell’agricoltura europea e dei tanti stakholders e figure professionali che ruotano intorno al settore primario. Tali novità riguardano essenzialmente la formazione, indispensabile per tali figure, in particolar modo per quella del consulente, nel cui dettato normativo, si stabilisce che ne devono essere sanciti il ruolo e l'adeguatezza del livello delle conoscenze, che, si tradurrà con ogni probabilità nella necessità che il consulente sia dotato di un adeguato titolo di studio, quanto al livello ed ai contenuti. Altra novità riguarda i distributori, per i quali è parimenti previsto il possesso di un adeguato titolo di studio. Ma la novità che più di tutte sta animando il dibattito è l'obbligo che tutti gli utilizzatori professionali di pesticidi attuino i principi generali della difesa integrata al più tardi entro il 1° gennaio 2014. La Direttiva diventerà successivamente parte della cosiddetta condizionalità ambientale, secondo quanto contenuto nella proposta di Regolamento orizzontale "entro 12 mesi a decorrere dalla data in cui l'ultimo Stato membro ha notificato l'attuazione della direttiva alla Commissione, compresi gli obblighi relativi alla difesa integrata." Infine, l'attuazione della Direttiva sarà completata dalla fissazione di una norma nazionale di recepimento, sotto forma di Decreto Legislativo, che è in avanzato stato di elaborazione.
Una serie di adempimenti (formazione, attuazione di pratiche agronomiche e tecniche sostenibili, utilizzo di fitofarmaci secondo i dettami dell’ IPM) attendono dunque gli agricoltori europei, chiamati, un domani neanche troppo lontano, a combattere sfide che, se vinte possono significare sviluppo e ricchezza. La Direttiva 2009/128/CE, può infatti rappresentare una grande opportunità di qualificazione e di crescita per la professionalità e la competitività dell’agricoltura dell’UE in termini di sviluppo agricolo sostenibile, redditività economica, accettazione sociale e compatibilità ambientale. L‘Agricoltura Sostenibile può e deve essere raggiunta all‘interno di moderni sistemi produttivi agricoli. 


 

Ultima modifica ilVenerdì, 27 Luglio 2012 09:43
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