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Difesa delle colture

Difesa delle colture (4)

Categoria che si occupa della difesa delle colture

Il capnode delle drupacee. Conoscerlo per controllarlo

Il capnode, Capnodis tenebrionis (L.), detto anche buprestide nero delle rosacee, è un insetto ormai diffusamente presente nell’area metapontina, dove si concentra la coltivazione delle drupacee. Le infestazioni, solitamente, sono cicliche e si aggravano dopo estati particolarmente calde e siccitose, come quelle degli ultimi anni. Il capnode vive prevalentemente a spese delle drupacee (Prunus spp.), con una maggiore predilezione per l’albicocco, il che spiega le maggiori infestazioni riscontrate in agro di Rotondella e Nova Siri, dove si concentra la tradizionale coltivazione dell’albicocco. La presenza in campo degli adulti si rileva a partire da aprile e si manifesta con la comparsa di erosioni corticali su germogli, rami e branchette nonché con la caduta al suolo di foglie in conseguenza della recisione operata a livello del picciolo.

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Difesa dall'afide su pesco in regime di agricoltura biologica: prove di campo

Una delle più complicate avversità fitopatologiche da gestire in regime di agricoltura biologica è senz’altro l’afide: diverse specie di questo temuto insetto arrecano danni irreparabili ai frutti e, nei casi più gravi, anche alle piante. Difatti, grazie al suo elevatissimo potenziale riproduttivo, un successo parziale sull’abbattimento della popolazione può trasformarsi in un insuccesso nell’arco di pochi giorni.

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Controllo biologico del punteruolo secondo Bioplanet

I nematodi entomopatogeni devono la loro grande efficacia nel controllo di larve di insetti, alla simbiosi mutualistica con alcuni microrganismi batterici che vivono nel proprio apparato digerente.
I nematodi penetrano attivamente gli insetti attaccati attraverso la bocca, le aperture respiratorie, gli spazi intersegmentali o l’ano. Una volta all’interno, il batterio simbionte viene riversato nel corpo dell’ospite ove si sviluppa determinandone la morte rapidamente. Quando il corpo dell’ospite è stato digerito dall’azione del batterio, diventa un substrato per la riproduzione del nematode. A seguito di più cicli di riproduzione, il nematode riempie del tutto il corpo dell’ospite per poi evadere allo stadio di larva infettiva che ricerca altre vittime da infettare.
I nematodi entomopatogeni sono tipicamente terricoli, e la loro vitalità è rapidamente compromessa dalla disidratazione e dalle radiazioni solari presenti al di fuori del suolo.

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Suberosi radicale del pomodoro

Il 09 luglio 2010, presso il Borgo Casalini di Policoro (MT), si è tenuto il primo incontro tecnico scientifico dal titolo "LA SUBEROSI RADICALE DEL POMODORO RAPPRESENTA UN REALE PROBLEMA PER L’ORTICOLTURA MERIDIONALE?" promosso dalla costituenda associazione di tecnici in agricoltura L.A.Me.T.A. (Libera Associazione Mediterranea Tecnici in Agricoltura).  Saverio Carbone, assessore all'agricoltura del Comune di Policoro, e il Dott. Pasquale Carbone hanno introdotto l'intervento del Prof. Mario Amenduni - Dipartimento di Patologia Vegetale dell'Università degli Studi di Bari...

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